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Non sapendo come iniziare una rubrica che parlerà di apnea e vista l'intenzione di rivolgermi soprattutto a coloro che non la praticano ancora, ho pensato di farlo “mettendo su carta” le tante risposte che mi vengono in mente ogni volta che mi viene posta da coloro che sanno che pratico questa disciplina la seguente domanda:
“cosa ti spinge andare sott’acqua trattenendo il respiro?”
l’assoluta libertà di movimento che ha il corpo nelle tre dimensioni, amplificata dall’essere completamente immersi in un fluido che toglie "la fatica della gravità" e che mi da sensazioni che immagino si avvicinano molto a quelle che si provano nel volo; la quiete che regna nel mondo marino che, se vissuta completamente, ti porta a superare dei limiti di profondità e di tempo di apnea che “sulla terra” neppure riesci ad immaginare; la crescita continua delle proprie conoscenze personali, di corpo e mente, necessarie per l’ottimizzazione delle prestazioni che trasformano la paura in divertimento; la soddisfazione che si prova dalla condivisione di questo “stato di grazia” con altre persone che hanno la tua stessa passione. Partendo da queste personali sensazioni cercherò di accompagnarvi in un percorso di avvicinamento a questa attività sportiva che, a mio avviso, per essere praticata in sicurezza necessita della frequentazione di un corso nel quale trovare l’esperienza di coloro che già la praticano e l'approfondimento costante che c’è solo all’interno di un gruppo organizzato. Maurizio |
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